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Dedicato al mio hobby prediletto, ovvero il Cosplay!
Immaginate cosa può significare essere almeno per un giorno un personaggio della fantasia che amiamo e vivere un sogno ogni volta che lo si desidera, riscoprendo l'allegria e il divertimento di quando eravamo solo bambini!
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Il sito dedicato alla mia saga fantasy, venite a visitarlo e se adottate il banner linkate a: www.avelion.it
"La Figlia dell'Acqua" e il "Figlio del Fuoco" vi aspettano ad Avelion!
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A Lucca Comics arriverà la perfida strega Lamia dal film "Stardust"!
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Con la foto del secondo e ultimo costume da me sfoggiato nel 2009 in quel di Cartoomics, apro questo post di congedo.
Certo, avevo già scritto di essere ormai in pensione, ma tra chi poco ci credeva, compresa me, la cosa continuava a protrarsi in una strana altalena di 'lo faccio, non lo faccio'.
Molte cose si possono dire di me, ma non che rimanga ancorata al passato.
Per quanto detesti i cambiamenti, ho imparato ad accettarli.
Il Cosplay è e rimane per me una grande passione, un talento perfino a detta di alcuni, e rinunciare a qualcosa che ci piace è sciocco, ma lo è anche illudersi di poter vivere allo stesso modo una realtà completamente trasformata.
Ho pensato e meditato a lungo su cosa fare di questa mia passione e, alla fine, ho trovato la direzione che cercavo.
Farò Cosplay, ma senza più essere una cosplayer.
Che vuol dire?
Per fare cosplay basta prepararsi un abito, studiare il proprio personaggio e farne foto o video anche nel giardino di casa propria, completamente da soli.
Essere una cosplayer, almeno per me, è far parte del mondo che ruota intorno a questo hobby, frequentare le fiere, partecipare a gruppi con gli amici... viverlo e viverlo spesso.
Non mi è più possibile.
Se prossimamente parteciperò a fiere del fumetto sarà in borghese, e per lo più per promuovere i miei libri e prendere contatti.
Solo due appuntamenti, che ho già promesso mesi fa, rimarranno tali e saranno a febbraio Novegro per riportare in gruppo con le mie care 'piratine' tutti i personaggi di Hellboy, e a marzo Cartoomics con la fantastica Reika per non smentire la nostra tradizione di 'coppie regali'.
Non voglio dire che se qualche amico mi contatterà per una 'partecipazione speciale' gliela negherò, anzi, se sarò libera da impegni letterari accetterò volentieri, ma appunto rimaranno occasioni particolari.
Non è un abbandonare il Cosplay, almeno non del tutto...
Ho 50 costumi nell'armadio che sono 6 anni della mia vita, sei anni si passione e impegno, un tributo lo meritano, no?
E qui si spiega il perchè di ancora Cosplay, ma non più cosplayer.
Mi ritiro dalla 'scena pubblica', ma ne aprirò una on-line stile galleria dell'arte che fu.
Non so ancora con che tempistiche, ma l'idea è creare un sito/gallery dove via via posterò servizi fotografici realizzati al meglio per valorizzare i vari costumi.
Voglio fare la modella?
Affatto.
Semplicemente amo la bellezza, e quel che manca a tutti i miei lavori sono foto fatte per valorizzarli. Quelle in fiere per quanto belle, non possono render loro giustizia.
Così il mio nuovo hobby sarà restaurare, scovare location e realizzare scatti da mettere su uno spazio apposito che più che il sito di una cosplayer, sarà il tributo ai miei costumi.
E per il resto... è tutto.
Al Cosplay, e ai cosplayer che hanno diviso questi anni con me, i miei ossequi!
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Le lancette girano, scorrono e corrono.
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Dieci giorni ancora ed esisterò da 25 anni, un quarto di secolo.
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Un traguardo dell'esistenza si avvicina e come ogni traguardo richiede una celebrazione.
Non sto pennsando a feste o regali particolari, nè a prendere la prima sbronza della mia vita o altro... sto pensando a qualcosa che non ho mai avuto fino infondo il coraggio di fare, e che è ora che faccia.
Il Caso non esiste, tutto accade per un motivo.
E' ciò in cui io credo, quello che spiega ogni aspetto della mia vita.
A volte me ne dimentico, a volte accuso il colpo sentendomi in qualche modo gabbata, ma alla fine, per quanto sia dura riesco a cambiare prospettiva e vedere il senso delle cose che mi succedono.
Come frecce che segnano un percorso di cui non vedo la fine, piccoli lampioni che illuminano un breve tratto che mi porterà a compiere la strada dell'esistenza.
L'ultima è stata l'improvvisa e assurda perdita di colei che credevo la mia migliore amica.
Ho cancellato due post, due post in cui mi sfogavo e liberavo il dolore e lo sbigottimento per la vicenda.
Li ho cancellati perchè suscitavano polemiche, discussioni problematiche e troppo soggettive...
In realtà li ho cancellati perchè il 'Giudizio Comune' li trovava discutibili, e mi sono piegata.
Perchè?
Non ho infranto nessuna delle policy di questo spazio che ho in concessione, per cui avrei potuto semplicemente tirare dritto, ma non ce l'ho fatta...
Non ce l'ho mai fatta.
Chi conosce davvero la solitudine più nera, chi passa anni a piangere perchè viene scansato, ghettizzato, perfino deriso o maltrattato senza motivo se non l'umana cattiveria che così spesso si manifesta nell'adolescenza, sa quanto vale il sorriso e l'approvazione di qualcuno... la sua amicizia, anche.
Ma per quanto quello che non uccide fortifichi, lascia una traccia dentro, una ferita rimarginata che, però, in qualche giornataccia torna a far male.
La mia ferita è sempre stata la paura del rifiuto e il bisogno di approvazione.
Sebbene mi sottoponga ad esami di coscienzaa personali e di chi mi guida come un genitore, permane in me, come un eco, la certezza che infondo infondo io abbia davvero qualcosa di sbagliato.
Qualcosa che fa sì che mi meriti di essere allontanata ed emarginata.
Per sconfessare una simile paura la mia reazione è fare il 200% in tutto, faccio e do così tanto a chi mi sta intorno per 'premiarlo' dell'onore che mi fa standomi accanto nonostante ne sia indegna, ma anche così alla fine.... vengo comunque abbandonata.
Il mio entusiasmo diventa... mania di protagonismo.
La mia preoccupazione per l'organizzazione... diventa bisogno di comandare.
I miei regali e agevolazioni di altro genere.... diventano un modo che uso per obbligare gli altri a far quel che voglio facendoli sentire in debito.
I miei bisogni di persona disabile.... diventano scuse che utilizzo per azzerbinare o evitare di comportarmi bene.
E' ciò che pochi dicono e molti pensano.
E quando questo succede, e succede spesso, la voglia che ho di essermi comportata davvero male, almeno per meritarmi una simile fama, diventa quasi insopprimibile.
Poi mi guardo intorno e vedo che chi ho ancora vicino sono coloro che ho sottovaluitato, quelli che non ho voluto proteggere, quelli per cui non avevo il tempo di fare la splendida, quelli con cui ho discusso o litiigato, quelli che si sono sorbiti i miei attacchi di depressione, il mio umore altalenante... quelli che, infondo, hanno visto tutti i miei lati fallibili, discutibili e umani.
Quelli che hanno avuto davanti sempre e solo la vera me.
E qui mi accorgo dell'errore che ho commesso fino ad ora.
Non si conquista l'amore o l'amicizia con premure, preoccupazioni, doni o quant'altro... perchè quando diminuiscono o cambiano chi hai abituato così e ti stava vicino per ciò che otteneva, perchè stava comodo, inevitabilmente se ne andrà e leggerà in negativo ogni tua azione perchè... è più facile così.
Non si può pensare di scrivere qualcosa, qualunque cosa, dal mio romanzo a questo blog, illudendosi che a tutti piacerà e saranno d'accordo con te.
Ma non si può nemmeno censurare se stessi nell'unico momento di verità e libertà che ci si concede (e in questo blog si esprime la vera me con tutti i suoi pregi e soprattutto difetti), per tentare di rimanere benvoluti.
L'amore o l'amicizia non si comprano, non si convincono e nemmeno si seducono.
Si trovano.
E quando accade per quanto brutta, antipatica, irritante o sbagliata tu sia, un amico o un innamorato rimane lì.
Conosce il tuo brutto, magari si scorna con te, ti urla contro, ma è proprio questo ad unire.
La genuinità e la verità di un rapporto meravigliosamente imperfetto.
Un quarto di secolo per capire questo... capire che lo sbaglio mio è quello di tentare di conquistare ciò che si può solo trovare.
Tentare di apparire quando dovrei solo essere.
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
E' ora di crescere.
E' ora di superare le ferite e le paure.
E' ora che capisca che se ho voglia di scrivere che il mondo mi fa schifo, che ritengo stronza una tal persona, e il tal comportamento vigliacco, come di dire che mi piace il sushi più della pizza, e detesto il rosa, non c'è niente di male.
Se rispetto le leggi, regole, policy ecc. del luogo che uso per veicolare le mie idee, posso farlo, anche se saranno dibattute, mal giudicate o fraintese.
Non per questo devo cancellarle e censurarle, ma solo avere la coerenza e il coraggio di mostrarmi per ciò che sono e passare oltre.
Chi mi è amico lo sarà, chi non lo è non lo diventerà.
Chi vuol parlare parlerà, e chi ama criticare criticherà.
Ma io conquisterò qualcosa che non ho mai avuto....
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Imparerò ad essere me stessa, fallibile e terribilmente umana, ma per questo...
Libera come mai prima!
*Tic-Tac! Tic-Tac!*
Con 25 anni alla porta così è se vi pare!
E se non vi pare... fa proprio lo stesso!
La mia avventura nell'universo cosplay è iniziata per caso nel, ormai lontano, 2003, quando ho vestito i panni del mio caro Captain Jack Sparrow, convinta che sarebbe stato per una volta e poi più.
Ora, a distanza di 6 anni, mi sembra che sia trascorsa un'intera vita da quella che ero a quella che sono diventata.
Centinaia di persone conosciute, decine di fiere e contest a cui ho partecipato, un gruppo splendido formato, vissuto alla grande, e poi sciolto, perfino tanti premi vinti, un evento interamente realizzato e ripetuto per cinque anni, comparse su riviste, giornali locali e perfino due libri.
Davvero una girandola impossibile da descrivere.
Sfrenata, bellissima e vissuta al massimo!
Ripercorrere ciò che è stato o pensare di poter continuare a provare le stesse emozioni con la stessa intensità, dopo tutto ciò che ho visto, vissuto e provato, sarebbe impossibile.
Ma il tributo ad un hobby che mi ha catturato per 'puro caso' e che mi ha dato tantissimo nel bene, e a volte anche nel male con amare delusioni, non si cancella, perchè ormai l'hobby è diventato passione... e il cosplay è e sarà sempre un lato importante dello strano essere in continua evoluzione, che sono.
Per cui, per tributare ad imperitura memoria, principalmente la mia che spesso scorda quanto fantastico sia stato ciò che ho avuto, questo collage che raduna tutti i miei costumi... quasi 50!
E questa volta, senza modestia, ammetto di essere orgogliosa di ciò che ho creato!

Notoriamente detesto l'estate, ma devo dire che quest'anno ha almeno un pregio: le repliche della serie classica di Star Trek!
Ho sempre sentito parlare di questo telefilm e ne ho viste, negli anni, alcune puntate sparse sia della serie classica che di quelle più recenti, e devo dire che la razza vulcaniana è quella che mi ha sempre maggiormente affascinato!
Esseri dediti solo alla logica che bandiscono ogni tipo di emotività, mi sono sempre sembrati ben più comprensibili di altri... forse perchè io stessa ho la grave pecca di non saper ben gestire e nemmeno mostrare la mia emotività.
Ma devo dire che conoscere il Signor Spock è qualcosa che non può non toccare!
Lui che è l'unico 'alieno' nell'equipaggio dell'Enterprise, che sta in mezzo a questi umani con cui condivide parte del sangue, ma che non comprende del tutto e spesso redarguisce per la loro illogicità, inarcando quel sopracciglio che è un vero e proprio must (e che, stranamente, è un gesto che faccio anche io da sempre, e spesso mi è stato fatto notare!) è, almeno a mio modesto parere, il miglior personaggio mai creato!
Sia chiaro, non sono un'esperta di Star Trek, anzi sono proprio una niubba, ma non riesco a non trovare perfetto e in un certo senso esilarante proprio lui, che con il suo rigore e la sua schematicità, spicca tra gli altri, tutte le volte che nei vari episodi i suoi ragionamenti freddi e logici vengono prontamente smentiti o capovolti dall'irruente e imprevedibile Capitano Kirk!
A volte, pur nella sua aria di superiorità, sembra smarrito come un bambino davanti a meccanismi sentimentali per lui sconosciuti, o astuzie come menzogne e bluff!
Devo dire che lo capisco, lo capisco molto bene.
Anche io troppo spesso, pur ritenendomi logica e sincera, perdo interi pezzi dei meccanismi che muovono gli altri, e per quanto mi sforzi fatico ad accettare e comprendere ciò che per me è illogico.
Forse semplicemente ho le emozioni assopite e il cuore intorpidito, può darsi...
Forse, come il mio adorato Spock, devo solo stare molto a contatto con chi differisce da me e alla fine riuscirç, se non a comprenderli, quantomeno a smussare un po' le mie convinzioni.
O forse... dovevo nascere vulcaniana!
Se, ad esempio, mi promettessero in sposa a Spock giuro che non avrei nulla da ridire: assolutamente logico!
Lo chiarirò una volta per tutte, perchè non ci siano più dubbi e fraintendimenti a riguardo, anche se spiegare come si intende e si usa uno spazio personale è assolutamente fuori luogo.
Sarebbe come dire che chi fa un sito sul suo hobby di computer grafica con spunti e gif per il pubblico, lo usa meglio di chi decide di pubblicarci le foto delle gite in famiglia con tanto di discalia.
E' qualcosa di personale e rispettando la Policy che si sottoscrive al momento della registrazione, alla fine uno è libero di parlare di quel che vuole: del tempo, delle sue razze di cani preferiti, dei grandi eventi di cronaca o semplicemente di sentimenti.
Io ho scelto quest'ultima via anche se è la più controversa e non condivisa, parlo di ciò che provo e sento.
Sbaglio?
Molto probabile, l'errore sta insito nella natura umana.
Ma non potete dirmi di non farlo.
Potete non condividerlo, potete leggere quel che scrivo, commentare e sgridarmi perchè vi ci immedesimate, potete semplicemente passare oltre e ignorarmi.
Il mio blog è come un autobiografia in tempo reale, parlo di quel che mi succede, di ciò che provo e penso, ma senza mai fare nomi o rendere riconosci le persone di cui parlo, se non a loro stesse e a coloro che meglio conoscono i fatti esposti.
Nè più nè meno che in un'autobiografia.
Tutto il caos che nasce dai miei post, soprattutto gli ultimi, nasce nei 'Commenti' e qui ha ragione colui che si firma come P. se do del 'deficiente' in piazza si girano in 20, 10 perchè lo sono, e 10 perchè vogliono vedere con chi ce l'ho.
Liberissimi, quando scrivo qualcosa di personale, dico sempre di sapere e aver ben pensato alle conseguenze, perchè quando si esprime una propria opinione si deve essere pronti a non essere condivisi, ma spesso fraintesi o bersagliati anche perchè, giustamente, non racconto che la 'punta dell'iceberg'.
Il problema, però, è che io arrivo ai miei post 'personali' solo quando le vie convenzionali vengono meno: quando di punto in bianco manca il rapporto fisico o anche solo telefonico.
Uso il blog per 'liberarmi il cuore e la testa' da pesi che li opprimono, perchè solo vedendoli scritti là dove tutti li leggono e li bersagliano alla fine li estirpo ed estranio da me stessa una volta per tutte.
E, soprattutto, perchè so che chi non mi contatta più per qualche strana ragione continua comunque a leggere il mio blog.
L'effetto è lo stesso di 'C'è Posta per te', io lancio un messaggio che il web porta come un postino, ma a differenza del lacrimevole programma l'interessato ha varie opzioni: rispondere, non rispondere, o rispondermi, come spesso mi auguro soprattutto quando mi riferisco a persone a cui tengo, magari per mail o per telefono.
Ciò che è stato fatto negli ultimi giorni non mi piace e non lo approvo.
Non approvo chi mi 'redarguisce' firmandosi anonimamente perchè vuol dire lanciare il sasso e ritirare la mano, perchè è chiaro che l'anonimo mi conosce personalmente, ma di persona non vuole esporsi ( e dico fuori dal blog, usando i 'canali' giusti).
Non approvo la mia migliore amica che lei sì, invece di scegliere la via del chiarimento inter-nos facendo si che il mio rimanesse un post di sfogo anonimo e non riconducibile ad un caso specifico per nessuno che non fosse direttamente coinvolto, ha preferito rispondermi nei commenti tirando fuori cose che poi per telefono non ha nemmeno saputo ripetermi.
Non approvo neanche mia madre che sapendo come stanno le cose tra noi usa i commenti nel mio blog per dare opinioni su cose di cui, nella vita reale, sa veramente poco, per quanto buone siano le sue intenzioni.
E infine non approvo nemmeno il signor P. che da buoni consigli e mi parla come se mi conoscesse, ma di cui ignoro l'identità, perchè nemmeno lui ha mai voluto svelarmi per mail o personalmente chi fosse... visto che sembra conoscermi.
Io ho i miei difetti e voi i vostri.
Io rispetto ogni critica e commmento oggettivo da chiunque venga, ma quelli 'soggettivi' consiglio di tenerli per se o di destinarli a più privati metodi di risposta.
Se non condividete ciò che scrivo ditelo, ma non fate per primi nomi che io non ho mai fatto, tacciandomi poi di mettere alla gogna qualcuno, perchè io 'mi riferisco a fatti e persone realmente esistenti', ma da brava scrittrice, come in una biografia, non intendo dirvi chi sono, solo riflettere con voi sui sentimenti che mi suscitano.
Provateci anche voi, e vedrete che si può usare un blog per parlarer di se stessi, svelandosi e ricevendo in cambio anche utili consigli.
E per tutti coloro che si riconoscono citati nei miei post.... sapete come contattarmi e se mi chiederete di oscurare un post che vi infastidisce lo farò, o addurrò pubbliche scuse se sono in errore, come già ho fatto alcune volte in passato.
Ma non fatemi passare da cattiva, quando siete voi ad approfittare della gogna.
Io sopporto le conseguenze dei miei post perchè li pondero bene prima di scriverli e so cosa potrebbero suscitare, ma voi fate altrettanto nel rispondere?
Alla fine questo è e rimane un blog personale, inteso con il significato di un blog che parla di una determinata perrsona e di quello che le succede, per questo è nato e per questo continuerà ad esistere.
E ora, visto che i commenti dei due post precedenti sono andati ben oltre le intenzioni, cancellerò entrambi.
Prego vivamente chi voglia commentare il seguente post e quelli a venire di non fare nomi che io non faccio, attenendosi alla mia stessa linea di condotta: potete parlare di chiunque e qualunque cosa ma senza scendere troppo nello specifico e nel riconoscibile... per 'confermare i vostri sospetti' o commentare al riguardo facendo nomi e date esistono mail e telefonate.
Qui si parla di una vita....
Una biografia on-line in tempo reale...
E come tale riconoscibile, ma mai fino in fondo.
Questo è il mio blog, e come per ogni libro, nessuno vi obbliga a sceglierlo, leggerlo o commentarlo.
E' sullo scaffale insieme a centinaia d'altri, tutto il resto lo scegliete voi!
Ecco qui la foto che riassume la follia, la magia e il gran divertimento che ha segnato questa quinta edizione del 'Cos-Party Parma'.
Se qualcuno cinque anni fa mi avesse detto che mi sarei imbarcata nell'impresa di creare un simile evento e ripeterlo per un intero lustro, di sicuro gli avrei dato del pazzo. Ed invece è andata proprio così!
La ragione che mi ha spinta la potete leggere sui volti dei ragazzi, miei fantastici amici, che vedete con me in questa foto.
Il Cos-Party è nato per loro ed è solo grazie al loro entusiasmo e partecipazione, unita a quella di tutti i cosplayers che in questi cinque anni hanno frequentato l'evento, se è diventato una 'festa' così amata e sentita.
Quest'anno, come sempre, mi sono stati rivolti i ringraziamenti di rito, ma come mai prima sento di non meritarli affatto.
Non è mio il merito dell'ottima riuscita del CosParty visto che mi sono limitata alla parte più strettamente organizzativa.
Intrattenimento, spettacolo e contest sono merito della bravura e dell'incredibile verve comica di Luka, Beppe (l'Oscuuuuuro Signoooooore!), Giulio e tutto il resto del gruppo romano/pescarese che davvero sono stati mitici.
Per Parma invece è stato preziosissimo l'aiuto di Alessia, Sharydion, Silvia, Ilaria e delle mitiche 'piratine' Fede, Kia e Kitey con l'aggiunta di Isabella, che si sono divise tra compiti di allestimento, finanziamento, realizzazione della pubblicità e dei cartelli, delle iscrizioni al contest e ovviamente... che sono state delle impagabili attrici durante la scenetta a tema HP!
Ringrazio anche Shadowing e LionHeart, madrina e padrino di giuria, simpaticissimi!
Per non parlare del nostro fotografo e tuttofare di fiducia Max V che instancabile come sempre ci ha regalato una valanga di bellissime foto a ricordo.
Non ultimi ringrazio anche Maddy, la mia 'segretaria' di fiducia, Claudio/Joker, e Acchan, oltre a Chiara e Andrea prestatosi nell'insolito ruolo di cameraman.
Il mio ruolo è stato semplicemente quello di supervisionare, perchè è stato l'entusiasmo e l'impegno di chi ho appena citato a fare del Cos-Party V ciò che è stato!
L'anno scorso Luka, presentandomi al pubblico, ha sottolineato che se facevo ciò che facevo è perchè ci mettevo tutto il mio cuore e la mia passione.... e aveva ragione, ma dopo un lustro le mie passioni si stanno modificando e il mio cuore cerca altro a cui dedicarsi.
E' per questo che con serenità, e in tutta sincerità, ho deciso che questo Cos-Party V per me è stato l'ultimo.
E' ora che vada in 'pensione' e lasci ad altri (che potranno sempre contare sul mio più completo supporto) il compito di dare cuore, passione e anima ad un evento che è diventato tale solo grazie allo spirito che vi infonde chi vi partecipa!
In attesa di scoprire se qualcuno raccoglierà la mia 'eredità' posso solo dire...
W IL COSPARTY!!!
Nella mia strana esistenza molto è successo.
Sto per compiere 25 anni e a pochi mesi da questo traguardo che segna un primo quarto di vita trascorsa, scorgo la fine di molte delle cose che negli ultimi 5 anni sono stati tutto il mio mondo.
E' strano come la mia esistenza sia divisa in cicli totalmente differenti e slegati tra loro, come se in un'unica vita ne vivessi molte differenti.
L'infanzia spensierata, i miei 3 anni all'inferno, poi le scuole medie e le superiori, e ad ogni cambio di studi (di scuole superiori ne ho passate 3) un taglio netto con il passato, amici e rituali che facevano parte della mia quotidianità scompaiono di botto, sciogliendosi come neve al sole per lasciare posto ad altri.
Poi la malattia: 3 anni di vita virtuale in cui le amiche e amici dalla vita che facevo nella mia città spariscono, lasciandomi solo con 2 nuove ragazze che dietro allo schermo di un computer riempiono le mie giornate grige.
Quindi la scoperta del cosplay, un nuovo mondo, uina nuova realtà, una dimensione piena di persone e cose da fare... sembra meraviglioso e lo è.
Lo è stato per 5 anni, ma ora tutti sta finendo.
Gli amici si allontano, crescono, ci sono sempre meno occasioni di stare insieme... altri semplicementre se ne vanno senza una parola o una spiegazione.
L'ho visto accadere per tutta la mia vita... 'amicizia a timer' dice mia nonna, 'esistenza a timer' dico io. Come i capitoli di un romanzo si susseguono senza mai toccarsi.
Ciò che era la mia 'età dell'innocenza' è finita e potrei anche risalire se non al giorno al periodo in cui il nuovo capitolo si è innestato sul vecchio portandolo a morire. Quando a novembre 2007 ho cominciato a scrivere il mio primo libro, anche se non portavo via tempo a niente ed ero sempre la stessa, presente come sempre, gli altri... tutto è cambiato.
So che questa evoluzione è il prezzo che pago per aver intrapreso un nuovo periodo della mia esistenza, ma non riesco a non chiedermi perchè nella mia strana vita quando salto da un capitolo all'altro il destino decida che ciò che c'era prima deve abbandonarmi.
E' come morire e rinascere ogni volta.
Si riparte da zero, devo farmi nuovi amici, trovare nuovi equilibri e rituali, imparare cose nuove e vivere questa esistenza sapendo già che tra 5 o forse 10 anni sarò di nuovo qui... a contemplare ciò che finisce sapendo che l'unico punto fermo della mia esistenza rimango io, con la mia testardaggine e la forza o forse solo la cocciutaggine di andare sempre avanti nonostante tutto.
Però, nonostante questo, non riesco a volte a non sentirmi tragicamente sbagliata.
Perchè se a tutti piacerebbe avere una 'nuova occasione' per fare cose diverse, quando tutta la tua vita è un susseguirsi di 'nuove occasioni' in cui non un volto amico o un affetto ti seguiranno, lee occasioni si trasformano in un peso enorme da sopportare.
Una libertà che forse nessuno dovrebbe avere perchè ha il sapore amaro della solitudine.
E' con sincera commozione e una nota di dispiacere che annuncio la morte di: www.loefc.com
Il sito di 'The League of Extraordinary Fashion Cosplayer, il gruppo cosplay di cui ho fatto parte per cinque anni conosciuto dai più semplicemente come 'La Lega' (=non quella di Bossi ovviamente), ha cessato di esistere ieri a mezzanotte.
La decisione di oscurarlo è stata a lungo ponderata, ma, alla fine è stata inevitabile.
Da più di un anno ormai non avevo più nè il tempo nè le energie per mantenerlo vivo e aggiornato in più, purtroppo, anche il gruppo a cui era dedicato è ormai frantumato e disperso.
Siamo ancora amiche, beninteso, ma la nostra avvenura cosplay insieme ha fatto il suo corso.
Athena è stata la prima di noi ad allontanarsi per impegni lavorativi e familiari, e dopo, anche se abbiamo a lungo sperato, sono passati 2 anni senza che il 'mitico quintetto' potesse riunirsi una sola volta per un altro cosplay insieme.
Da cinque siamo passate a 4+1 sempre nel cuore, ma pian piano la vita vera è entrata nel gioco e ha preteso anche dalle quattro rimanenti il suo tributo.
Nell'ultimo anno i mega-grupponi che erano il nostro orgoglio si sono sempre più diradati, e io, dovendo decidere tra la scrittura e il cosplay, ho abbandonato quest'ultimo proprio a Lucca Comics, portando con me anche Acchan.
Il gruppo di Harry Potter che avrebbe dovuto essere il 'canto del cigno' della 'League' è andato in scena senza noi due e, dopo quella fiera in cui il lavoro si era prepotentemente inserito sull'hobby, ho dovuto ammettere la verità: quello era solo il principio.
Il mio tempo e le mie forze sono tutte dedicate allo scrivere, realizzare e promuovere i miei libri e non esito a rinunciare ad un qualunque cosplay contest per una presentazione.
Ho dovuto ammettere che non avrei mai più trovato il tempo per catalogare, upolodare e gestire il sito, così come non avrei più potuto prendere impegni a lungo termine o lasciare che le ragazze facessero ancora affidamento su di me per organizzare gruppi o traferte.
Probabilmente sono un'egoista che pensa solo al proprio tornaconto, ma in cinque anni la 'Lega' è stata tutta la mia vita. Non ho risparmiato tempo, soldi ed energie per creare con le mie amiche,ed altri amici che di volta in volta si sono uniti a noi, gruppi straordinari, spesso vittoriosi, ma soprattutto datori di ricordi unici e insostituibili.
Ma il tempo passa e, sebbene io mi prenda tutta la colpa di aver deciso arbitrariamente di chiudere quest'era, così come cinque anni fa dovendo scegliere un nome che ci rappresentasse buttai là quel 'League' che diede inizio a tutto, credo che sia giusto così.
Ciò che è stato rimane nei cuori e nella memoria di chi l'ha vissuto.
Io, dal basso del mio egoismo, posso solo dare l'ultimo tributo a 'The League of Extraordinary Fashion Cosplayers'.
Oggi si è chiusa un'era.
Dopo il mio ultimo post che ha suscitato notevole interesse e anche qualche polemica sento il bisogno di cambiare decisamente argomento quindi: farò una dichiarazione d'amore!
No, non ho qualche tresca segreta e nemmeno ho deciso di dichiarare i miei sentimenti impossibili per qualche bello del cinema o simili, voglio solo esternare ciò che provo per la mia città: Parma.
Dopotutto se nel mondo fantasy che ho creato la mia eroina vive nel Ducato di Pharmes (e Parma faceva parte con Piacenza e Guastalla del Ducato retto da Maria Luigia nell'800) è perchè non avrei saputo immaginare altro luogo dove far prendere vita a colei che è anche un po' me stessa.
L'amore per la mia città, o meglio la ccuriosità che via via si è trasformata in affetto e rispetto, è nato quando ero alle elementari per merito di una maestra fantastica che, purtroppo, è scomparsa da alcuni anni.
Era una signora d'altri tempi, di rara eleganza e grande severità, e soprattutto amava Parma tanto da convincersi che per noi bambini fosse utile imparare la storia, la cultura e finanche il dialetto dei nostri luoghi.
Ancora adesso grazie a lei, sebbene di dialetto sappia davvero poco, posso dirvi alla perfezione le parole latine che campeggiano sullo stenna della città: 'Ostis turbetur quia Parmam Virgo tuetur' ( = 'Che i nemici siano turbati, perchè la Vergine protegge Parma'), oppure recitarvi qualche verso di una dolcissima poesia dialettale dedicata alla violetta, fiore simbolo di Parma, o anche spiegarvi della sua origine come Terramare o delle sue radici celtiche.
So perfettamente ancora oggi quali vie corrispondano al Cardo e al Decumano della sua pianta romana, dove fosse il teatro, o perchè nel medioevo si sia optato per 2 centri di potere, la piazza comunale che ricalca il foro romano, e quella arci-nota dove sorgono Duomo e Battistero, i suoi simboli religiosi.
Così come posso dirvi che Parma è il nome di un particolare scudo usato dagli antichi romani, che ha dato il nome alla città perchè ne ricordava la forma.
Potrei parlarvi dei Farnese, del Palazzo della Pilotta che si chiama così perchè anticamente era riservato al gioco spagnolo della 'Pelota', di Maria Luigia e di tutte le migliorie e gli abbellimenti che ha portato alla città.
Oppure potrei farvi assaggiare i nostri piatti tipici e qualcosa che perfino molti giovani parmigiani non conoscono e non hanno mai assaggiato, ovvero le 'violette candite'.
Ma già così mi rendo conto di essermi dilungata oltre modo.
Sì, conosco molto della mia città, ma non è la sua storia, la sua architettura o il buon cibo a rendermela così cara, ma qualcosa di più particolare e unico: Parma è la città che mi sostiene.
Io sono l'unica malata di Atassia di Friedreich della provincia e l'unica ventiquatrenne che giri da anni appoggiata ad un bastone, il che basta e avanza per rendermi una sorta di fenomeno da circo ogni volta che esco.
Vedo ragazzi e ragazze sgranare gli occhi voltandosi a guardarmi, signore squadrarmi da capo a piedi come se fossi uscita in topless o peggio, e nugoli di persone venirmi addosso prendendomi a spallate perchè sul marciapiede, dovendo stare sottobraccio a mia nonna, occupo troppo spazio... e questo è il brutto.
Ma ci sono anche cose belle che sono quella rete di persone uniche e speciali che hanno imparato a conoscermi e insieme creano il 'mio mondo': i tassisti che ormai mi conoscono perfettamente e sanno dove riportarmi a casa senza che nemmeno lo dica, un nugolo di negozianti e baristi con cui si scambia sempre una parola da amici e spesso si interessano al mio 'lavoro' di scrittrice o si complimentano incuriositi dai miei bastoni multicolore, che decoro da sola. E così anche gestori, cuochi e camerieri del ristorante giapponese che adoro e che, per via della frequenza con cui ci vado, mi trattano come fossi di famiglia tanto che conosco tutti per nome, per non parlare poi della mitica trattoria 'Scarica' i cui gestori e camerieri si sorprendono quando mi vedono arrivare con meno di 20 persone al seguito (di solito lì organizzo le cene da 30 a 50 persone post festa cosplay).
Qui organizzo da 5 anni il Cos-Party, una festa cosplay che esiste solo grazie alla disponibilità del proprietario del pub che ci ospita gratuitamente.
Qui ho pubblicato il mio libro e lo sto distribuendo grazie alla disponibilità di librerie che mi accettano anche se sono in autoproduzione.
Qui trovo tutti gli scenari ideali per i miei servizi fotografici cosplay: per esempio i custodi della Reggia di Colorno si divertono quando vedono una Lady Oscar che passeggia per il parco!
Ma, soprattutto, qui è dove da un po' a questa parte quando mi capita di cadere per strada, anche se non mi faccio nulla e ho sempre mia nonna accanto, arriva sempre qualcuno in un baleno che mi offre il suo aiuto e si sincera delle mie condizioni.
Qui è dove piano piano una ragazza come me, che dovrebbe essere limitata e, nei casi peggiori, perfino emarginata, diventa nota e ben accettta capitando perfino sul giornale!
Parma è dove mi sento a casa, è la mia famiglia... e come qualunque persona a cui si tiene è capace di rendermi felice o farmi infuriare come nessuna, per tutti i suoi pregi così come per i suoi brutti difetti.
Parma è, semplicemente, il luogo che amo perchè ha saputo ritagliare un posticino tutto per me!
Parma è la città che mi sostiene!
Dopo aver palesato a tutti la mail della fantomatica e anonima 'paladina che veste alla m... del cosplay' che vuole raddrizzare il mondo denunciando parrucche spettinate e scettri somiglianti a pattipanni (un bel censimento degli acari della polvere non sarebbe più utile e costruttivo?) sento di star inesorabilmente perdendo la mia capacità di comprensione dell'universo cosplay nostrano.
Se posso ancora comprendere e condividire il fatto che la nostra Giorgia nazionale apra una pagina di 'Support Me', dove chi vuole può donarle anche solo 20 centesimi, per aiutarla ad affrontare i costi relativi al suo sito che ormai è una vera e propria Community, costantemente aggiornata e ricca di contenuti.
Mi rimane, però, del tutto incomprensibile ciò che sto vedendo da un po' di tempo a questa parte, prendere vita su siti del tutto personali e senza finalità diverse dall'egoistica visibilità.
Beninteso, io per prima ho un mio personale sito di cosplay e visito con piacere quelli di cosplayer di cui ammiro i lavori, ma sono nè più nè meno che una vetrina personale, una sorta di album fotografico reso più accattivante da grafica e didascalie per saziare, almeno in parte, quella voglia di 'farsi vedere' che c'è un po' in tutti noi, me compresa (Feisbuk se no perchè esisterebbe?) .
Ma continua a rimanermi del tutto oscura la motivazione della famigerata 'WishList'!
Capiamoci, se sta arrivando Natale o si avvicina il tuo compleanno e sei stufa di ripetere a tutti i tuoi 300 contatti che 'no, il mascara brillantinato non ti serve', ma magari le cartucce di ricarica della stampante potrebbero farti comodo, ci sta che tu lo scriva nel forum che frequenti o anche nel tuo sito personale, se ne hai uno, ma passato il periodo?
Perchè devo trovarmi in home page l'elenco dei desideri di una ragazza, indiscutibilmente carina e sicuramente buona cosplayer, che annuncia al mondo che desidera peluches, gadget ( e mi raccomando a non sbagliare marca e colore sennò non vale!) , parrucche nuove o addirittura ricariche telefoniche e, nei casi più schietti, direttamente una qualunque donazione per 'Sopportarla' in modo da permetterle di comprare le ciglia finta che sono necessarie per il suo cosplay di 'Barbie principessa'.
Solo a me una cosa simile stride quanto sentire le unghie grattare sulla lavagna?
Ok, può darsi che io sia troppo bacchettona o ingenua e che dovrei imparare da loro invece di pensare che se pretendo qualcosa da chicchesia almeno dovrei offrire un qualche pubblico servizio in cambio, invece che chiedere omaggi alla mia indiscussa bellezza e creatività.
Ma c'è qualcosa che fa aumentare la mia perplessità ben più che una wishlist fuori tempo ovvero il famigerato: 'Servizio Fotografico Personalizzato'!
Potreste trovarvi davanti ad annunci che tristemente possono somigliare a questo:
"Hai visitato il mio sito e vorresti tanto vedermi nel cosplay di un bel bruco che infesta le tue mele? Proponimelo, inviami il costume verde di gommapiuma e io farò la tua bruchina personale inviandoti gli scatti che realizzerò solo per te!'
C'è davvero bisogno che spieghi quale campanello d'allarme mi risuoni in testa?
Sono io che vedo fantasmi e sento le voci come Giovanna D'Arco, o cosa?
Se qualcuno ha le risposte, per favore mi illumini, perchè io questo nuovo modo di fare cosplay davvero non lo comprendo!
Resto solo e sempre più perplessa!
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